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Cenni Storici
Il nome "Sternatia"
Chiesa Matrice
Complesso Domenicano
Cappella di San Vito
Cappella Madonna degli Angeli
Cappella delle Grazie
Cappella dei Farauli
Cappella dello Spirito Santo
Cappella Madonna dell'Annunziata
Cripta San Sebastiano
Cripta San Pietro
Frantoio Ipogeo
Porta Filia
Centro Storico
Palazzo Granafei
Le Masserie
Muretti a secco e "Furni"
   
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   L’attuale chiesa madre di Sternatia, che si incontra improvvisamente sul lato sinistro di via Platea, colpisce con il suo prospetto alto e slanciato, reso ancor più imponente dall’esiguo spazio del piazzale prospiciente e dalla prospettiva nascosta dalle abitazioni antistanti. Essa sorge sulle fondamenta di una più antica chiesa di rito greco dedicata a San Giorgio, dettagliatamente descritta nelle sante visite pastorali anteriori al XVIII secolo. Di questo antico edificio rimane traccia in qualche concio riutilizzato, come quello ad esempio che si può vedere in una scala a chiocciola, che porta su di un soppalco, in prossimità dell’entrata laterale destra. Su questo concio si può vedere, capovolto, il volto molto delicato di una Madonna o di una Santa. Un altro elemento proveniente dall’antica chiesa potrebbe essere un volto di Gesù in pietra, posto sul parapetto del terrazzo di una casa di fronte. Con il passaggio dal rito greco al rito latino nel corso del XVII secolo quest’antica chiesa venne sempre più abbandonata e trascurata, tanto che già nella visita pastorale del 1608 essa veniva descritta come “parva et male costructa” (piccola e mal costruita). L’Università quindi decise di acquistare le piccole case retrostanti e di abbattere tutto l’isolato costruendo “di pianta”  l’attuale edificio. L’inizio dei lavori si può datare intorno al 1700 e l’avanzamento degli stessi è documentato da varie date poste in diverse parti dell’edificio. In un doccione che scarica l’acqua piovana della terrazza verso via Platea si legge, infatti, la data del 1702, mentre sull’arco maggiore interno si legge la data del 1711. La facciata ed il campanile furono opera, di Adriano Preite di Copertino.

   La chiesa conserva all’interno numerose statue in cartapesta leccese risalenti al XIX ed al XX secolo, nonché una statua in legno, di fattura napoletana, donata alla chiesa dal marchese Giuseppe Granafei nel 1751. All’interno della chiesa, possiamo notare, nella seconda cappella a destra, l’altare di Sant’Antonio da Padova, proseguendo, nel transetto destro, possiamo ammirare, di fronte, l’imponente altare di San Giorgio di Cappadocia, patrono di Sternatia, costruito nel 1742 dalla comunità cittadina e restaurato nel 1863 dal primicerio Orazio Specchia. In alto possiamo vedere le statue di Sant’Eligio e di San Donato.  A fianco, sull’altro lato, possiamo ammirare l’altare della Madonna del Carmine o delle Anime Sante risalente al 1787.  Nel presbiterio possiamo ammirare l’altare maggiore con due angeli in adorazione ai lati dello stesso. Di fronte, sopra il coro, un organo ligneo del XVIII secolo proveniente dalla chiesa del convento dei domenicani. Proseguendo, nel transetto sinistro troviamo l’altare del Sangue Sparso, del 1791, con figure in cartapesta rappresentanti scene della Crocifissione sul Calvario. Più avanti ammiriamo l’imponente altare della Madonna di Costantinopoli, dedicato alla Vergine dal marchese Enrico Granafei nel 1741, con una bellissima tela raffigurante la Madonna e con statue di San Gaetano da Thiene, di  San Pasquale Baylon, di Sant’Anna e di Santa Irene.  Ritornando nella navata principale e proseguendo verso l’uscita troviamo la cappella con l’altare dedicato a san Francesco Saverio, ricordo dei Gesuiti presenti a Sternatia, per poi proseguire incontrando la cappella del battistero. Nella chiesa sono conservate anche diverse tele, che, nel corso degli anni sono state dislocate in postazioni diverse. Fra queste un interessante “Dubbio di San Giuseppe”, un “Sant’Oronzo” ed un “San Francesco d’Assisi”,  La chiesa è interamente dipinta con affreschi del Garganese del 1864.

 
         
         

2007 Comune di Sternatia


Salento