Sono state avanzate diverse ipotesi circa l’origine del nome
di
Sternatia,
alcune abbastanza suggestive ed interessanti. Una di queste vuole
l’origine del nome derivante da antiche popolazioni che in tempi
remotissimi hanno colonizzato il Salento, provenendo da Creta: gli
Sturnini, come venivano chiamati da Plinio o gli
Stournoi
(Sturni), così chiamati da Tolomeo. Questi popoli provenivano da
Creta, la loro storia si confonde con il mito e con la leggenda ed
è strettamente connessa con le origini della colonizzazione greca
dell’Italia meridionale e del Salento in particolare. Sternatia
potrebbe essere quindi l’antica città messapica di
Sturnium,
sulla cui dislocazione l’archeologia non ha ancora dato una
risposta definitiva.
Gli studiosi, del passato e del presente, hanno comunque avanzato
varie interpretazioni etimologiche, come quella che vuole
l’origine del nome dall’uso delle donne di percuotersi
(tuptw) il petto (sternon)
mentre eseguivano il pianto rituale dei defunti (Stèrnon typto
= percuoto il petto).
Nel Medioevo era chiamata, in un misto di greco e latino,
Cwra
Sterna dicta,
che significa “Paese detto cisterna” ed ancora oggi Sternatia è
chiamata Chòra (Cwra)
in grìko (la lingua greco-salentina che qui si parla) dai suoi
abitanti e da tutti gli ellenofoni del Salento.
Tutto ciò rende verosimile l’ipotesi (G.L.Filieri) secondo
cui il termine deriva dal sostantivo greco
Sterna
(Sterna)
che significa “cisterna”, “pozzo”, unito all’aggettivo
qeia
(thìa)
che significa “sacra”. Sternatia
(Sternaqeia
- Sternathia) trae quindi l’origine del suo nome ( cisterna
sacra, pozzo sacro) dal fatto che in questo luogo, precisamente
nella località oggi denominata “Matrìa”, esistevano
numerose ed enormi cisterne, in cui si raccoglieva l’acqua piovana
ed in prossimità delle quali si svolgevano particolari riti e
cerimonie sacre, utilizzando le acque provenienti da questi pozzi.
Il paese ebbe quindi origine, intorno a questo luogo di culto,
dall’unione (secondo la leggenda molto diffusa fra gli abitanti
del posto) di sette masserie o ville che si coalizzarono unendo le
proprie forze anche a scopo difensivo. Lo stemma civico del paese
è infatti costituito da un mappamondo, che sta ad indicare
l’unione delle sette ville, sormontato da un Basilisco, drago
pennuto,che rappresenta la forza nata dall’unione.