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Cenni Storici
Il nome "Sternatia"
Chiesa Matrice
Complesso Domenicano
Cappella di San Vito
Cappella Madonna degli Angeli
Cappella delle Grazie
Cappella dei Farauli
Cappella dello Spirito Santo
Cappella Madonna dell'Annunziata
Cripta San Sebastiano
Cripta San Pietro
Frantoio Ipogeo
Porta Filia
Centro Storico
Palazzo Granafei
Le Masserie
Muretti a secco e "Furni"
   
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   Il XVIII secolo rappresentò senza dubbio per Sternatia un momento di transizione. Se, da un lato, si abbandonarono all’oblio ed alla distruzione le antiche testimonianze di un passato legato al rito greco bizantino, come le numerosissime chiese e cappelle, di cui, spesso, si è persa completamente ogni traccia (San Zaccaria, Santa Maria della Candelora, San Luca, San Nicola, San Giovanni Battista, Santo Stefano, Sant’Angelo, San Salvatore, San Giorgio, Santa Caterina d’Alessandria, Sant’Antonio Abate, Sant’Elia, Santa Marina, Santa Maria della Neve, Madonna di Costantinopoli…), dall’altro fu un secolo di fervente lavoro per l’instaurazione del nuovo rito latino e per la costruzione dei nuovi complessi architettonici (chiesa madre e campanile, chiesa e convento dei domenicani, palazzo marchesale Granafei…)  che caratterizzano l’attuale conformazione del paese. L’attuale convento dei domenicani fu costruito nel 1709, nel luogo in cui adesso si trova, molto più vicino al paese in sostituzione del vecchio, Intitolato a “Santa Maria di Tricase”,  voluto dai conti Acquaviva, feudatari di Sternatia, quando vollero qui portare l’ordine dei frati predicatori nel 1491- 1513. Di questo convento rimane ancora qualche traccia in via Pio XII, detta popolarmente via Convento Vecchio.

   Il nuovo convento fu costruito grazie ai lasciti di un ricco proprietario del posto, il clerico Vito De Riccardis, i lavori cominciarono nel 1709 e si protrassero fino al 1712. I domenicani furono un punto di riferimento per la vita spirituale del paese fino al 1809, anno della soppressione dell’ordine e della confisca dei beni da parte dello stato. Nel 1834 venne riaperta al culto la chiesa del convento, che ha molti punti in comune con la chiesa Matrice di Poggiardo, soprattutto nella facciata. L’interno ha un aspetto lindo ed elegante, reso ancor più leggero dal bianco delle pareti. Entrando troviamo sulla destra l’altare del SS. Crocifisso, poi l’altare di San Domenico, un altro altare. Di fronte abbiamo l’abside con il coro poligonale ed uno splendido altare maggiore con stucchi dorati. Sul lato sinistro, ritornando verso l’uscita, possiamo ammirare l’altare della Vergine del Rosario, l’altare di San Vincenzo Ferrer e l’altare di San Pietro martire. Su questo lato si può ammirare uno splendido pergamo in pietra e, fino a qualche anno fa, l’organo, proveniente dalla Chiesa Matrice, purtroppo andato distrutto a causa di un incendio.

   Il convento attiguo si distingue per l’eleganza delle sue linee architettoniche, che lo fanno assomigliare più ad una residenza signorile che ad un luogo religioso. Armonioso e nello stesso tempo imponente è il chiostro, con al centro un elegante pozzo in pietra leccese.

 
         
         

2007 Comune di Sternatia

Salento