La cappella dello Spirito Santo, situata fuori dal centro
abitato, in direzione Nord Ovest, lungo la via che porta al
lago del capraro, è un chiaro esempio architettonico di una
chiesetta di rito greco. Essa conserva intatta ancora l’iconostasi,
cioè il muro divisorio, in cui di solito ci sono tre porte (ma in
questo caso ce n’è solo una e due finestre laterali), che divide
le due parti principali di cui è costituita una chiesa bizantina:
il naos, la navata dove prendono posto i fedeli, ed il
vima, la parte più sacra riservata ai sacerdoti. L’altare
attuale è di tipo latino, ma il grande affresco centrale è
sicuramente bizantineggiante e raffigura la Santissima Trinità,
secondo i canoni occidentali, con Dio Padre rappresentato come un
vecchio dalla barba bianca, il Figlio, rappresentato da Cristo in
Croce, le cui braccia sono tenute nelle mani dal Padre e lo
Spirito Santo, rappresentato come una Colomba che procede dal
Padre verso il Figlio. Sul lato destro di questa imponente
immagine si può leggere l’iscrizione greca TPI che sta ad
indicare la Trinità.
La
volta è a botte e sulla facciata si legge la data del restauro
(1968) e la presunta data di costruzione (925) in numeri arabi.