La
cripta di San Pietro, a Sternatia, nei pressi della vecchia
masseria “Caraffa”, oggi all’interno del giardino di un’abitazione
di nuova costruzione, pur avendo dimensioni ridotte, ha
tutte le caratteristiche di una chiesa di rito bizantino,
orientata secondo l’asse Est-Ovest, per questo motivo molti
studiosi preferiscono definirla chiesa-cripta. E’ interessante
perché presenta la netta suddivisione tra il “naos”
ed il “vima”(bhma),
costituita da un’iconostasi in pietra leccese, scavata
nella roccia, avente un’unica apertura, che mette in comunicazione
la parte in cui è situato l’altare principale con la parte
riservata al popolo. Nel “vima”, sull’altare addossato al
muro frontale, possiamo ammirare un affresco raffigurante San
Pietro Apostolo con i suoi attributi, costituiti dalle chiavi e
dal gallo. L’affresco, come anche la decorazione floreale
dell’iconostasi, è molto tardo, e si può fa risalire al XVII
secolo, ai lati si possono notare due nicche, una, quella a
sinistra, costituiva l’altare della “Pròthesis”, in cui si
preparava l’Eucaristia, l’altra, quella a destra, costituiva
invece l’altare del “Diakonikòn”, usato durante la
vestizione del sacerdote.. Il ciclo di affreschi del “naos”
è, invece, molto più antico ed interessante, anche se ,purtroppo,
oggi è ridotto a pochi frammenti, fra l’altro resi illeggibili
dall’umidità. Si riesce tuttavia a distinguere un interessante
frammento relativo a San Giovanni Battista, ed una policroma
decorazione geometrica. Questi frammenti di affreschi risultano
molto più antichi di quello presente nel Vima, si possono far
risalire al molto probabilmente all’XI secolo.
E’
stata avanzata l’ipotesi che questa cripta (date le sue ridotte
dimensioni) potesse essere stata una tomba messapica riadattata a
chiesa di rito bizantino, protrattosi, di fatto, a Sternatia fino
a tutto il XVIII secolo, anche se l’ultimo “protopapa” è stato
sostituito da un “arciprete” di rito latino fin dal 1622.