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Cenni Storici
Il nome "Sternatia"
Chiesa Matrice
Complesso Domenicano
Cappella di San Vito
Cappella Madonna degli Angeli
Cappella delle Grazie
Cappella dei Farauli
Cappella dello Spirito Santo
Cappella Madonna dell'Annunziata
Cripta San Sebastiano
Cripta San Pietro
Frantoio Ipogeo
Porta Filia
Centro Storico
Palazzo Granafei
Le Masserie
Muretti a secco e "Furni"
   
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   Il sottosuolo di Sternatia è interamente percorso da cunicoli, gallerie ed ambienti un tempo destinati alla lavorazione di quella che è stata la principale attività economica del territorio: la coltivazione dell’olivo e la produzione di olio di oliva, sia per scopi alimentari che per altri (come al esempio l’illuminazione). Uno dei pochi rimasto integro è il frantoio ipogeo situato nei pressi della porta “Filìa”, restaurato di recente ed ubicato nel sottosuolo di quello che, un tempo, era il giardino del palazzo marchesale “Granafei”.

   L’origine di questi frantoi si perde nella notte dei tempi ed è legata sicuramente alla pratica agricola ed economica della coltivazione dell’ olivo, che va ben oltre il recente periodo dell’età moderna, ma praticata per tutto il Medioevo, risale all’Antichità classica ed oltre. In realtà, nei pressi della porta “Filìa” si può visitare un ambiente ben conservato che in origine era costituito da due frantoi, successivamente unificati per dare spazio ad uno più ampio, appartenente alla famiglia dei feudatari. Questo frantoio ha funzionato a pieno ritmo fino al XIX secolo, era il più importante del paese sicuramente fino al 1700, quando venne costruito un più recente frantoio semi-ipogeo, nei pressi del convento domenicano, di proprietà dei frati.

 

 
         
         

2007 Comune di Sternatia


Salento